Pubblicato il: 03-10-2023
In Italia cuocere la pasta è un atto sacro, un rito che si tramanda di generazione in generazione, con tanto di indicazioni e regole su cosa fare e su cosa non fare.
Tra metodologie più “classiche” e tradizionali e metodologie innovative, dettate da nuove esigenze, ecco le 6 più famose.
Il metodo più diffuso è, ovviamente, quello della pasta lessata. Le regole che ci vengono tramandate dai nonni prevedono di aggiungere almeno 1L di acqua per ogni etto di pasta, affinchè non venga rilasciato troppo amido, ma anche per non sprecare troppa acqua, e 5-7 grammi di sale per ogni litro di acqua da aggiungere a momento di ebollizione, e non prima, in modo tale da non tardare l’ebollizione. È sempre bene, inoltre, apporre il coperchio sulla pentola contenente l’acqua che bolle per cuocere la pasta: ricordandosi di farlo quotidianamente si può anche risparmiare sui consumi energetici e limitare il rilascio di CO2 nell’aria. La cottura della pasta dev’essere, infine, rigorosamente al dente e non è solo una questione di gusti: la cottura al dente, infatti, è preferibile anche per la salute del nostro organismo poiché rende la pasta più digeribile e incide in modo minore sull’indice glicemico.
Con l’aumento delle bollette del gas molti si sono dilettati in nuove metodologie per abbattere i costi, anche nelle piccole azioni quotidiane. È il caso della cottura passiva della pasta, che prevede, dopo aver portato a bollore l’acqua necessaria alla cottura e aver gettato la pasta, spegnere il fornello e lasciare che la pasta cuocia lentamente. Un’eresia degna di revoca immediata della cittadinanza italiana per molti. Eppure, è una metodologia che, scientificamente parlando, funziona e non cambia il gusto. Teniamo a mente che l’acqua non bolle a 100°C ovunque: il punto di ebollizione in montagna si attesta intorno ai 93°C, diversamente da quello che tutti conosciamo a livello del mare. Questo suggerisce che la pasta cuocia in acqua anche a temperature minori di 100°C. Ha senso quindi spegnere il fornello e portare in cottura la pasta in acqua bollente che lentamente va raffreddandosi, tagliando notevolmente i costi del gas. Fondamentale, come ci ricorda il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi, è l’uso del coperchio per mantenere il calore e uniformare la cottura della pasta, che avverrà con qualche minuto in più rispetto al tempo indicato sulla confezione.
Per cuocere passivamente la pasta si può anche utilizzare una pentola a pressione che presenta due importanti vantaggi: abbatte ulteriormente i costi energetici e il quantitativo d’acqua e riduce i tempi di cottura. Mediamente, infatti, il risparmio energetico si attesta intorno all’80%, toccando anche picchi dell’88%, mentre per cuocere 100 grammi di pasta sono necessari solo 0,2 litri di acqua, rispetto al litro di acqua necessario nella cottura tradizionale.
In alcune ricette tradizionali, la pasta viene cotta direttamente nel forno, senza passare dalla bollitura in acqua, in altre si cuoce la pasta in pentola, si scola al dente e la si ripassa al forno per un’ultima cottura. E, per riciclare gli avanzi, quando rimane la pasta del giorno precedente si ripassa al forno. La cottura al forno, dona croccantezza e un nuovo sapore alla pasta ed è tradizionalmente impiegata in numerose ricette. Se la cottura in forno fa parte dei metodi tradizionali per cuocere la pasta, poco tradizionale e totalmente innovativa è, invece, la cottura nel forno a microonde. In un cuocipasta per microonde, si immergono 100 grammi di pasta in mezzo litro d’acqua, si aggiunge il sale e si inserisce, senza coperchio, nel forno a microonde per il tempo indicato sulla confezione. Questo tipo di cottura è adatto per chi va di fretta e non compromette in nessun modo il gusto: infatti, non portando l’acqua in ebollizione in pentola si risparmiano dai 10 ai 15 minuti!
Hai mai provato a risottare la pasta? Questo metodo di cottura ha numerosi vantaggi: innanzitutto, evita lo spreco di acqua, eccessivo nella cottura tradizionale; l’amido non si disperde nell’acqua e dona alla pasta una consistenza cremosa e addensata; permette di utilizzare solo una pentola e quindi un solo fornello facendo risparmiare su gas e corrente; fa risparmiare anche tempo; il sapore e i nutrienti vengono mantenuti in ogni caso. Come procedere? Basta preparare un soffritto, o in alternativa riscaldare in una pentola solo acqua salata e un filo d’olio per aggiungere ad altri condimenti più elaborati, e aggiungere mano a mano e lentamente un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente che, portato subito in ebollizione, cuocerà la pasta in maniera uniforme. Il risultato sarà una buonissima pasta cremosa e cotta a puntino.
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